La fotografia è quella di un settore edilizio che in Liguria resiste ma non riesce ad alzare l’asticella dopo il boom col superbonus. L’unica provincia dove tutti gli indicatori sono positivi è quella di Genova anche se non si tratta di balzi significativi: in particolare nel confronto tra 2024 e 2025 in base agli ultimi dati della Cassa Edile c’è da segnalare un aumento della massa salari del 2,39% (+ 3,8 milioni di euro passando da 159,3 a 163,1 milioni), ma anche segnali nella direzione giusta, anche se limitati, nelle ore lavorate che crescono di 290mila e alla voce lavoratori: passati da 14629 a 15010.
“E anche nel resto della Liguria nella migliore delle ipotesi ci sono leggere tendenze positive ma senza un autentico rafforzamento e consolidamento: anche a La Spezia, Savona e Imperia vediamo dati che sono migliorati per la massa salari ma senza un exploit: in questo senso crediamo che la strada giusta sia quella indicata dal segretario generale nazionale della Filca Cisl Ottavio De Luca: oltre all’edilizia green, la rigenerazione urbana può aprire scenari occupazionali importantissimi. Si tratta di un modello che viene seguito anche dalla Regione Liguria: per il nostro comparto può essere un’area di sviluppo incredibile”, sottolinea Andrea Tafaria, segretario generale Filca Cisl Liguria.
“La Liguria, dal 2021 a oggi, si è affermata come un modello di riferimento a livello nazionale. Grazie a una programmazione chiara e a investimenti costanti sono stati avviati 182 interventi di rigenerazione urbana che stanno trasformando in modo concreto borghi e città e migliorando la qualità della vita dei cittadini. Parliamo di cifre senza precedenti: 46 milioni di euro di investimenti pubblici regionali che hanno attivato, una produzione complessiva di 169 milioni di euro e oltre 1.770 occupati”, evidenzia Marco Scajola, assessore regionale anche alla Rigenerazione urbana, Politiche abitative ed Edilizia.
In quest’ottica anche le novità che stanno arrivando a Roma possono rappresentare una svolta per il settore edilizio, in particolare per la Liguria, che sta cercando nuove opportunità per crescere ancora di più: “La revisione del Testo Unico e della normativa sulla Rigenerazione urbana deve rappresentare l’occasione, come chiesto più volte dalla Filca-Cisl, per favorire le azioni di riqualificazione delle aree urbane più fragili e complesse.
Nei quartieri dove il bisogno è maggiore, infatti, gli interventi di rigenerazione risultano spesso impossibili: le condizioni sociali sono difficili, molte famiglie non possono accedere alle agevolazioni. Non a caso, queste zone non hanno praticamente beneficiato del Superbonus. È arrivato il momento di dare centralità a queste “periferie sociali”. La riforma del Testo Unico deve avere il merito di rimettere al centro chi oggi resta ai margini, grazie ad un quadro normativo nazionale in grado davvero di riqualificare le aree più degradate, incentivando e promuovendo la sostenibilità sociale ed economica”, sottolinea il numero uno nazionale della Filca Cisl De Luca.
Rigenerazione urbana, dunque, come nuova chance per ridare funzionalità alle città e un servizio alle famiglie con la Regione che sta puntando sempre di più verso questa direzione: “Solo nel 2025 sono stati finanziati 47 interventi per oltre 10,4 milioni di euro, a conferma della continuità e della solidità di questo percorso. Come Regione continuiamo ad essere protagonisti nei principali programmi nazionali, a partire dai PINQUA, con tre progetti strategici che termineranno entro marzo con i tempi PNRR, la Pigna di Sanremo, Genova Begato e Marinella di Sarzana, per un investimento complessivo di 47 milioni di euro. La rigenerazione urbana non è solo trasformazione dei luoghi, ma una politica di sviluppo, lavoro e dignità abitativa, sulla quale la Liguria continuerà a investire con determinazione. Siamo orgogliosi, dunque, grazie alla nostra legge regionale 23 del 2018, di poter essere presi come esempio virtuoso anche per la stesura della legge nazionale in materia che attendiamo con fiducia”, conclude Scajola.
27/12/2025


